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Prezzi Tetti in Legno

Cremona Legnami / Prezzi Tetti in Legno

Qualora si abbia la necessità di ristrutturare o realizzare ex novo la copertura della propria abitazione o di un qualsiasi altro edificio, la scelta del legno come materiale di costruzione principale potrebbe essere la migliore. Questa tipologia di tetto, infatti, rappresenta un vero e proprio investimento in quanto consente di attuare tutta una serie di migliorie all’immobile con una singola realizzazione; il legno permette, infatti, una maggiore abitabilità generale in quanto essendo un buon isolante, mantiene il calore d’inverno ma anche fresco d’estate. È, inoltre, elegante (soprattutto per gli ambienti a vista) e, soprattutto in alcune località, la sua capacità di assorbimento delle vibrazioni e delle onde sismiche con contestuale riduzione dei danni o dei crolli lo rendono il materiale perfettamente necessario per tetto.
Oltre a tutte queste caratteristiche bisogna anche considerare che il legno è un materiale sia ecocompatibile che rinnovabile e per quanto riguarda la sua lavorazione richiede globalmente un minore dispendio di energia e questo accade anche per quanto riguarda la sua manutenzione successiva. Se il legno utilizzato per la costruzione del tetto ha i marchi FSC (Forest Stewardship Council) o PEFC (Programme for the Endorsement of Forest Certification) significa che i fornitori del materiale ripiantano lo stesso numero di alberi utilizzati ed in questo modo vengono mantenute le aree verdi contribuendo in modo sostanziale alla riduzione dell’effetto serra.

Il costo del tetto in legno è estremamente variabile in quanto è formato da diversi strati che, a seconda della loro presenza o della loro assenza, avranno un peso maggiore o minore sull’economicità del prezzo finale. Per prima cosa bisogna valutare l’oggetto dell’intervento che può essere radicale (con rifacimento totale di un tetto e del relativo sottotetto o di una mansarda), una semplice ristrutturazione degli ambienti interni che hanno travi in legno a vista oppure di una semplice soffittatura che viene ricoperta mediante pannelli di legno. L’uso del legno, oltre a tornare prepotentemente alla ribalta come una necessaria soluzione edilizia, si è conquistato uno spazio proprio anche in architettura di interni diventando ormai quasi fondamentale nel design degli ambienti da ristrutturare.

In seconda battuta per i costi relativi ai tetti in legno bisogna considerare la tipologia base della copertura stessa, ovvero se è standard o ventilata; un tetto standard avrà dei costi inferiori in quanto non richiede lo strato di ventilazione mentre quello ventilato (detto anche freddo), pur essendo leggermente più oneroso, presenta numerosi vantaggi. Un tetto ventilato è composto da una serie di strati che ne caratterizzano il complesso di elementi e partendo dal basso fino alle tegole possiamo trovare una struttura portante formata da travi ed una da tavolati, entrambe in legno, una barriera al vapore, che regola il passaggio di vapore in entrambe le direzioni, un isolante (possibilmente naturale), una guaina traspirante ed impermeabilizzante, una rete antintrusione, una doppia listellatura che permette l’appoggio della copertura e crea lo spazio per la ventilazione ed infine la copertura. Lo strato di ventilazione in particolare ha l’importante funzione, insieme alle due membrane, di mantenere i materiali della struttura al riparo dall’umidità conservandoli asciutti e durevoli nel tempo ed altrettanto importante è lo strato termoisolante, che con la sua presenza impedisce la fuoriuscita del calore durante l’inverno e mantiene una temperatura più mite e fresca d’estate.

Il tetto di legno ed i suoi competitor   

Per poter stabilire il costo globale della costruzione di un tetto in legno bisogna tener conto di molti fattori che possono aumentarne o ridurne il prezzo; in primis se il tetto deve essere ristrutturato o costruito ex-novo e successivamente la tipologia di copertura, l’area geografica e la tipologia di materiale utilizzato; per prima cosa si deve prendere in considerazione il prezzo del tetto in legno rispetto ai suoi competitor, ovvero cemento ed acciaio.

Il cemento è il materiale maggiormente utilizzato, soprattutto per l’edilizia residenziale; un tetto con la struttura portante in cemento è veloce e facile da costruire, ha una durata molto lunga, è molto resistente ma contestualmente la struttura risultante sarà molto pesante e rigida (e questo in aree sismiche è un aspetto da non sottovalutare), meno attraente e non è molto valido dal punto di vista di isolamento termico.

Per quanto riguarda l’utilizzo dell’acciaio, questo materiale non è molto utilizzato nelle abitazioni e nell’edilizia residenziale in genere soprattutto perché ha un isolamento termoacustico molto basso e da un punto di vista estetico ha moltissime limitazioni; la costruzione del manufatto tuttavia risulta molto veloce e ha ottime capacità di resistenza che permettono di creare tetti con strutture autoportanti (usate di norma per costruzioni industriali e capannoni) ma soprattutto ha il vantaggio economico di costare relativamente poco.

Andiamo quindi ad analizzare i costi per un rifacimento di un tetto.
Per prima cosa bisogna fare una doverosa premessa: se si ha un fabbricato e quindi il tetto è già preesistente, alle voci di costo relative alla costruzione potrebbe essere aggiunto anche quello della demolizione della vecchia struttura (che può essere totale o parziale); la spesa può già variare anche a seconda di quante tegole si riescono a recuperare (soprattutto se sono storiche) e di quanto è alta la casa alla linea di gronda (maggiore è l’altezza, maggiori i costi per le infrastrutture e ponteggi).

Altre variabili di costo riguardanti questi tetti sono il tipo di legno utilizzato (massello o lamellare) e se questo è al naturale, pre-verniciato o impregnato, lo spessore dell’isolamento ed il tipo di struttura (isolata, non isolata, ventilata o non ventilata).
Il legno massello si ottiene direttamente dal tronco segato che viene poi sottoposto ad una essiccazione controllata. Il legno lamellare invece è ottenuto grazie all’incollaggio e pressatura di tavole (le cosiddette lamelle) di legno massello che possono essere di spessore variabile. La sua qualità industriale permette inoltre che possa essere meno soggetto a fessurazioni o movimenti dovuti sia alle differenze di temperatura e umidità sia alle brusche escursioni termiche giornaliere in quanto la sua natura composita lo rende più stabile e sicuro consentendo di sostenere anche grandi carichi di strutture terze rispetto a sorreggere il proprio di peso grazie anche al suo peso specifico che è di cinque volte inferiore rispetto a quello del cemento armato.

Per quanto riguarda la voce inerente la copertura la scelta della stessa diviene fondamentale in quanto le spese variano moltissimo a seconda della scelta che viene effettuata; le coperture non isolate e non ventilate sono quelle che hanno il costo minore ma non consentono il controllo della trasmissione di energia termica e del comportamento termoigrometrico; quelle ventilate e non isolate hanno un costo di realizzazione leggermente maggiore e riescono a controllare, attraverso uno strato funzionale specifico, il comportamento delle condizioni di temperatura ed umidità ma non la trasmissione del calore. Le coperture isolate e non ventilate hanno un costo di realizzazione maggiore per quanto riguarda i materiali usati e riescono a controllare la trasmissione diretta del calore ma ci sono delle problematiche relative all’umidità; per ultimo le coperture isolate e ventilate sono quelle che hanno il costo globale maggiore ma assicurano il pieno controllo sia della temperatura che della percentuale di umidità presente e della trasmissione diretta del calore attraverso tutti gli strati formanti il tetto.

Un secondo capitolo importante per stabilire i costi di un tetto in legno è dato dal tipo di isolamento che vorrà essere utilizzato: se di origine chimica come il polistirolo o il polistirene, o di origine naturale come ad esempio la lana di legno o lana di roccia.
Vediamo quali sono le caratteristiche dei principali isolanti derivanti dal petrolio: il Polistirene Espanso Sinterizzato (EPS) non traspirante è meglio conosciuto come polistirolo e viene venduto in lastre con spessore compreso tra 1 e 30cm.
Il Polistirene Espanso Estruso (XPS), con spessore compreso tra i 2 ed i 20cm, è impermeabile, non traspirante ed ha una bassa conducibilità termica, è tanto resistente alla compressione e resiste molto all’umidità ma potrebbe essere sconsigliato installarlo in ambienti troppo caldi.
Il Poliuretano Espanso Rigido (PUR), non traspirante, ha una buona resistenza termica e all’umidità, ma contestualmente ha sia una scarsa inerzia alla temperatura che alla resistenza ai raggi solari ma ha anche una buona resistenza alla compressione e non è praticamente conducibile; il prodotto può essere acquistato in pannelli di varie dimensioni e spessori ma soprattutto in bombolette di schiuma auto-espandente per applicazioni di sigillatura molto precise.

Gli isolanti a base naturale sono invece la lana di roccia, la fibra di vetro e la fibra di legno.
La lana di roccia ha di base buone proprietà termoisolanti e se il materiale è protetto adeguatamente dall’umidità ha un tempo di invecchiamento molto lungo; le pannellature sono traspiranti e questo aumenta considerevolmente la conduttività termica nonché le sue capacità fonoisolanti e fonoassorbenti. Un altro aspetto da considerare è la sua resistenza ai parassiti e che in caso di infiltrazioni non sono putrescibili mentre in caso di incendio è un ottimo spegni fiamma.
Se si ha intenzione di scegliere la fibra di legno bisogna considerare che la sua caratteristica principale è quella di avere buone capacità di isolamento termico (con accumulo di calore, ideale in zone con elevati picchi termici) e acustico. L’elevata porosità del materiale permette una notevole traspirazione e regolazione dell’umidità, anche se in ambienti molto umidi bisogna considerare l’uso della resina naturale come repellente e conservante.

Il Sughero Espanso Tostato ha ottime capacità di accumulo di calore nonché delle eccellenti proprietà termoisolanti e acustiche, è traspirante (caratteristica molto importante nel caso di tetti in legno ventilati) e riesce anche a schermare le onde elettromagnetiche. Ci sono altre caratteristiche importanti nell’utilizzo del sughero: per prima cosa nel caso in cui ci dovessero essere degli accumuli di umidità i pannelli interessati al fenomeno perderebbero poco del loro effetto isolante e rimarrebbero stabili nella forma e nelle proprietà ma soprattutto questo materiale non è attaccabile dagli insetti e non consente la proliferazione di funghi.

Un tetto in legno ha quindi costi che possono essere considerati alti rispetto ad un tetto tradizionale costruito con il calcestruzzo o con l’acciaio? Se si valuta le caratteristiche elencate in precedenza (antisismicità, isolante, leggerezza, traspirabilità ed estetica gradevole) che il legno possiede, unita al fatto che è un materiale ecologico e naturale, la risposta è sicuramente negativa.